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Testimonianze 2017

PER ALFIO, SETTE ANNI DOPO

Sette anni sono passati da quando Alfio Pannega, il 30 aprile del 2010, ci ha lasciato.
Sette anni nei quali il ricordo della sua persona, della sua testimonianza di militante comunista e libertario, di amico della nonviolenza, ci ha accompagnato e illuminato la via.
Io che scrivo queste righe non credo che vi sia altra vita che questa, cosa che la rende piu' preziosa e vieppiu' ci impegna a non dissiparla ma valorizzarla per acquisire conoscenza e praticare virtu', giacche' fatti non fummo a viver come bruti. Alfio lo sapeva, ed ha vissuto una vita di enorme fatica e grandi sofferenze, ma anche di incontenibile felicita' nel bene operare, nel donare, e nello studio e nella poesia, nella lotta politica contro tutte le ingiustizie e le menzogne.
Non credo di aver conosciuto una persona piu' generosa di lui, ed insieme piu' lucidamente consapevole del dovere di tenere insieme l'agire benigno nella vita quotidiana e l'orizzonte della lotta politica per la liberazione dell'umanita' e la difesa della biosfera. Aveva fortissima coscienza del nesso che lega personale e politico, dell'esigenza di vivere in coerenza coi propri principii, del fatto che ogni tuo gesto e' un esempio. Era incapace di odiare, e preferiva soffrire anziche' far soffrire.
Sembrava un personaggio uscito da Omero o dalla Bibbia, da Dostoevskij e Tolstoj. Era insieme cosi' trasparente e cosi' profondo che tutte le persone che lo incontravano stabilivano con lui un'immediata empatia, ma cosi' vaste erano la sua sapienza e la sua saggezza che ogni volta che ne rammemori i gesti e le parole, i pensieri e le azioni, ne cogli ulteriori significati e valori ed appelli, ne ricevi nuovi doni iridescenti, idee preziose e nutrienti, ad un tempo scintille di luce e particole di pane e sorsate di acqua ed aulente e impetuoso respiro di vento. Era una grande anima. Il dolore e le sopraffazioni subite non lo avevano peggiorato, ma vieppiu' illimpidito e confermato nella sua resistenza all'inumano, nella sua solidarieta' con l'umanita' intera e con gli altri animali che molto amava. Era un militante politico del movimento delle oppresse e degli oppressi, che significa sentir continuamente nella propria carne il dolore patito da ogni altra persona, e significa anche dinanzi a ogni nodo che strozza, ad ogni iniquita' dispiegata o segreta, porsi il problema del che fare, mai rinunciando alla lotta e sempre pensando che deve esserci un'alternativa al disordine costituito, un'azione buona e giusta da compiere, una via alla liberazione comune.
Sapeva quali e quanto grandi siano i nostri limiti di esseri fragili e perituri, e questo non lo abbatteva ma anzi lo spingeva a un impegno piu' intenso, piu' rigoroso, piu' generoso.
Sono passati sette anni dalla sua morte, e' ancora vivo.

NEL RICORDO DI ALFIO PANNEGA CELEBRATA A VITERBO LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA PACE

Ricorrendo il 21 settembre la Giornata internazionale della pace, istituita dall'Onu per esortare l'umanita' a porre fine a tutte le guerre e le uccisioni, ed il genetliaco di Alfio Pannega (Viterbo, 1925-2010), il poeta e militante politico viterbese che per l'intera sua vita si adopero' per la pace, i diritti umani e la difesa del mondo vivente, presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" si e' svolto un incontro di riflessione e di testimonianza.
Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha tenuto una commemorazione, cui e' seguito un momento di convivialita'.
Le persone partecipanti all'incontro hanno espresso ancora una volta il loro sostegno all'appello "Una persona, un voto" per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone residenti in Italia, ed all'appello affinche' sia riconosciuto a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.
L'incontro si e' concluso con l'appello a promuovere ovunque il 2 ottobre, nell'anniversario della nascita di Gandhi che l'Onu ha dichiarato Giornata internazionale della nonviolenza, iniziative di riflessione e di mobilitazione per la pace e i diritti umani, per contrastare la violenza nell'unico modo concreto e coerente: con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza che sola salva le vite e riconosce la dignita' e i diritti di ogni essere umano e dell'intero mondo vivente.

Noi che abbiamo avuto la fortuna grande di conoscerlo, sappiamo che se Alfio fosse oggi qui con noi ancora ci esorterebbe alla lotta contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni; ancora ci esorterebbe alla lotta in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani; ancora ci esorterebbe alla lotta in difesa del mondo vivente. Poiche' per tutta la vita Alfio ha lottato per la liberazione dell'umanita', per tutta la vita ha coraggiosamente donato quanto aveva per aiutare gli altri, per tutta la vita ha testimonato come sia possibile vivere una vita degna e generosa anche nella poverta', per tutta la vita ha dimostrato come l'umanita' potrebbe e dovrebbe essere. Sono gia' sette anni che Alfio ci ha lasciato, l'impegno che fu suo e' ancora il nostro.
In questi giorni in cui tremendi disastri naturali ci ricordano la nostra essenziale fragilita' e quindi il dovere di riconoscerci un'unica umana famiglia in un unico mondo vivente e prestarci quindi vicendevole soccorso; in questi giorni in cui nel nostro paese con somma ferocia uomini violentano e uccidono donne; in questi giorni in cui il razzismo infuria anche nella societa' e nella politica del nostro paese; in questi giorni in cui guerre, dittature, persecuzioni e schiavitu' mietono vittime in tante parti del mondo; in questi giorni in cui dittatori folli minacciano di provocare una catastrofe atomica e il nostro stesso paese non ha ancora sottoscritto l'impegno promosso dall'Onu per fermare la proliferazione nucleare; in questi giorni in cui il nostro paese continua a rifornire di armi regimi che violano i diritti umani e che conducono guerre e compiono stragi; in questi giorni in cui continua la devastazione della biosfera da parte di poteri economici e politici criminali che schiavizzano tanta parte dell'umanita', e rapinano e devastano ed avvelenano tanta parte del pianeta; ebbene, noi riaffermiamo il diritto di ogni essere umano alla vita, alla dignita', alla solidarieta', alla condivisione e alla civile convivenza. Riaffermiamo il dovere di opporci a tutte le violenze. Riaffermiamo l'impegno ad agire per la pace con mezzi di pace. Riaffermiamo la scelta nitida e intransigente della nonviolenza. Non vi e' alcuna concreta possibilita' di lotta adeguata ed efficace contro la guerra, contro il razzismo, contro il maschilismo, contro un sistema di potere schiavista e rapinatore, contro la devastazione della biosfera, se non facendo la scelta della nonviolenza. Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Dalla Giornata internazionale della pace che celebriamo oggi, 21 settembre, lanciamo un appello a tutte le persone di volonta' buona e a tutte le istituzioni democratiche a promuovere ovunque il 2 ottobre, Giornata internazionale della nonviolenza, iniziative di riflessione e di mobilitazione.
Opporsi alla guerra, agli eserciti, alle armi. Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto. Salvare le vite e' il primo dovere.
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega, ogni giorno ci si impegni per la pace, contro tutte le uccisioni, contro tutte le violenze.



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