Ricordando Alfio Pannega, antifascista. Per la pace e il disarmo. Salvare le vite e' il primo dovere
Tra pochi giorni ricorre il dodicesimo anniversario della morte di Alfio Pannega, che ci ha lasciato il 30 aprile 2010.
Il 25 aprile, commemorazione della liberazione dal nazifascismo, e il primo maggio, giornata di lotta del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, sono per noi due giorni in cui intensamente ripensiamo ad Alfio, al nostro indimenticabile compagno antifascista, comunista e libertario, pacifista ed ecologista, amico della nonviolenza Alfio Pannega.
Perche' in Alfio, nella sua testimonianza, nella sua lotta, nella sua riflessione, nella sua poesia, ritroviamo tutte le ragioni della Resistenza antifascista, tutte le ragioni della lotta del movimento operaio e contadino, tutte le ragioni del movimento delle oppresse e degli oppressi che ogni giorno s'impegna per contrastare la violenza dominante, per contrastare il disordine costituito dei poteri criminali, per contrastare il sistema di dominio dei mangiatori di esseri umani; nella figura e nella vicenda di Alfio ritroviamo tutte le ragioni dell'impegno morale e civile, sociale e politico, del movimento delle oppresse e degli oppressi che ogni giorno lotta per la liberazione dell'umanita', per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, per la salvezza dell'intero mondo vivente minacciato di distruzione dal modo di produzione, dal sistema di potere e dall'ideologia rapinatrice, consumista e desertificatrice dominanti.
Per l'intera sua vita Alfio e' stato un proletario, orgoglioso della sua coscienza di classe; e per l'intera sua vita Alfio e' stato un essere umano - realmente, consapevolmente, meditatamente ed attivamente umano -, ovvero una persona che della benevolenza verso l'umanita' intera e verso l'intero mondo vivente aveva fatta il fondamento del suo sentire e del suo agire.
Sempre visse in poverta', e sempre fu di una generosita' incondizionata: sono innumerevoli le persone che da lui hanno ricevuto doni, sono innumerevoli le persone che ha accolto e con cui ha condiviso tutti i suoi averi.
Quando pensiamo all'umanita' come potrebbe essere, come dovrebbe essere, pensiamo ad Alfio Pannega, e il suo ricordo rischiara i nostri giorni.
A chi ci chiede se la nonviolenza e' realmente possibile, noi rispondiamo: si', e' possibile, guardate la vita di Alfio Pannega.
A chi ci chiede se sara' mai possibile, se e' gia' fin d'ora possibile, il comunismo libertario che tutto il bene e tutti i beni condivide fra tutte e tutti, che rispetta e accudisce ogni essere vivente, che ogni oppressione contrasta senza riprodurre oppressione, noi rispondiamo: si', e' possibile, guardate la vita di Alfio Pannega.
A chi ci chiede se mai l'umanita' potra' essere felice, nella sobrieta', nella generosita' e nell'universale condivisione che della felicita' sono le condizioni basilari, noi rispondiamo: si', guardate la vita di Alfio Pannega.
Le sofferenze, le privazioni, i torti di cui fu vittima, e ne subi' e ne pati' come ogni essere umano, mai indussero Alfio a rinunciare alla sua dignita', alla sua bonta'; mai lo avvilirono, mai lo degradarono: a tutte le avversita', le tristezze e le tristizie che la vita dispensa, sempre rispose con il coraggio, la mitezza, la fermezza e la generosita' propri di chi sa - per dirla con Saba - che "esser uomo tra gli umani / io non so piu' dolce cosa"; con il coraggio, la mitezza, la fermezza e la generosita' propri di chi sa - per dirla con Dante - che "fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza".
Gli anni passano e la memoria filtra il passato, cosicche' ci si puo' chiedere se il nostro ricordo di Alfio facendosi sempre piu' essenziale non rischi anche, per cosi' dire, di semplificarsi in guisa di emblema, riducendo la persona reale a simbolo ideale.
Certo, l'Alfio di cui parliamo qui e' l'Alfio militante, ma e' anche l'Alfio quotidiano; e' l'Alfio sapiente e fin sapienziale, ma e' anche l'Alfio verace e vivace, con i suoi motti, i suoi tratti, il suo carattere spontaneo e gioioso che prorompeva talora nei gesti e nell'eloquio vividi e scintillanti, viscerali e burleschi, che piu' s'imprimevano nella memoria di chi occasionalmente lo incontrava, l'Alfio affabulatore ed affabulato, narratore e narrato, degli infiniti aneddoti che ne hanno fatto nel cuore del popolo di Viterbo un eroe eponimo di questa citta'.
Ci siamo chiesti frequentemente in questi dodici anni senza Alfio, dinanzi ai fatti che piu' ci hanno interrogato, cosa ne avrebbe pensato Alfio, cosa avrebbe detto Alfio, cosa avrebbe fatto Alfio; ed abbiamo cercato di adeguare la nostra condotta a quella che abbiamo pensato sarebbe stata la sua.
Cosi', dinanzi alla guerra che divora gli esseri umani e minaccia di distruzione l'umanita' intera, la nostra opposizione e' sempre stata nitida e intransigente, dalla parte delle vittime, contro tutte le uccisioni. Lottando ancora per il bene comune dell'umanita', come sempre fece e come ancora farebbe Alfio.
Cosi', dinanzi al razzismo che dilaga, alla strage degli innocenti nel Mediterraneo, alla disumana politica dei governi europei e dell'Unione Europea, all'apartheid imposto dai poteri mafiosi e da governanti sempre piu' barbari nel nostro stesso paese, sempre abbiamo cercato di contrastare questa infame mole di male, questa vergogna dell'umanita', l'orrore in atto che sempre e soltanto il razzismo e'. Lottando ancora per il bene comune dell'umanita', come sempre fece e come ancora farebbe Alfio.
Cosi', dinanzi alla distruzione del mondo vivente, abbiamo cercato di resistere alle scelte dissennate, ai poteri annichilisti, alla narcosi consumista, e abbiamo cercato di difendere quest'unico mondo vivente casa comune dell'umanita'. Lottando ancora per il bene comune dell'umanita', come sempre fece e come ancora farebbe Alfio.
Cosi', dinanzi al perdurare della rapina e della schiavitu', dinanzi al sistema dello sfruttamento che l'umanita' schiaccia e travolge, denega e inabissa, abbiamo fatto quanto in nostro potere per opporci ancora e sempre. Lottando ancora per il bene comune dell'umanita', come sempre fece e come ancora farebbe Alfio.
Cosi', dinanzi alla violenza maschilista, al sistema di potere maschilista e patriarcale, che e' la prima radice e il primo paradigma di ogni violenza, abbiamo resistito ponendoci alla scuola e alla sequela del pensiero delle donne, del movimento delle donne in lotta per la liberazione dell'umanita' intera. Lottando ancora per il bene comune dell'umanita', come sempre fece e come ancora farebbe Alfio.
Cessare di uccidere; salvare le vite.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni essere umano bisognoso di aiuto.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Giustizia e misericordia, responsabilita' e solidarieta', condivisione fra tutte e tutti di tutto il bene e tutti i beni.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
In quest'ultimo anno abbiamo dedicato una parte del nostro impegno all'iniziativa per la liberazione di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano, difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani, difensore della Madre Terra, perseguitato dal potere razzista, colonialista, imperialista e genocida bianco; Leonard Peltier che da 46 anni e' in prigione innocente.
Ci sembra di cogliere nella lotta di Leonard Peltier profonde affinita' con il lascito di pensiero e di azione, con la testimonianza militante ed esistenziale, morale e politica, di Alfio.
Anche nel ricordo di Alfio chiamiamo all'impegno per la liberazione di Leonard Peltier.
Le caratteristiche della testimonianza e dell'azione di Leonard Peltier, l'amore per il mondo vivente e la sua strenua difesa, la resistenza per la sopravvivenza dei popoli nativi ed oppressi che il potere genocida e imperiale vorrebbe annientare, la difesa della dignita' umana di ogni essere umano, sono le stesse caratteristiche dell'esperienza umana e politica di Alfio.
Ha scritto Leonard Peltier nella sua autobiografia: "Tutti facciamo parte dell'unica famiglia dell'umanita'.
Noi condividiamo la responsabilita' per la nostra Madre Terra e per tutti quelli che ci vivono e respirano.
Credo che il nostro compito non sara' terminato fin quando anche un solo essere umano sara' affamato o maltrattato, una sola persona sara' costretta a morire in guerra, un solo innocente languira' in prigione e un solo individuo sara' perseguitato per le sue opinioni.
Credo nel bene dell'umanita'.
Credo che il bene possa prevalere, ma soltanto se vi sara' un grande impegno. Impegno da parte nostra, di ognuno di noi, tuo e mio".
Sono parole che Alfio avrebbe condiviso con tutto il cuore; sono pensieri che tante volte gli abbiamo sentito esprimere.
E in questi due tragici mesi in cui, sommandosi alle decine di altre catastrofiche guerre gia' in corso in tante parti del mondo, la guerra scatenata dal folle e criminale governo russo contro la popolazione ucraina aggiunge orrore ad orrore, il ricordo di Alfio ci sostiene nella necessaria opposizione a tutte le stragi, a tutte le uccisioni, a tutte le devastazioni, a tutte le violenze.
Lo ripetiamo una volta ancora con le medesime parole che tante volte abbiamo ripetuto in queste settimane di dolore e di orrore.
Dobbiamo soccorrere, accogliere, assistere tutte le persone in fuga dalla guerra: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo inviare aiuti umanitari alla popolazione ucraina, tutti gli aiuti umanitari possibili: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo far giungere in Ucraina da tutto il mondo migliaia, milioni di persone disarmate a fare interposizione nonviolenta e soccorso umanitario, con il patrocinio e la guida dell'Onu: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo sostenere la resistenza nonviolenta della popolazione ucraina: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo sostenere l'opposizione nonviolenta della popolazione russa contraria alla guerra e al regime; l'opposizione nonviolenta che chiede giustizia e liberta', democrazia e diritti umani, legalita' e pace: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo insorgere nonviolentemente contro la guerra e contro le armi: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo insorgere nonviolentemente per imporre ai governi assassini - il governo russo aggressore, ma anche tutti gli altri governi coinvolti nella guerra e nelle stragi di cui la guerra consiste - il cessate il fuoco e i negoziati di pace: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo insorgere nonviolentemente per far cessare l'invio di armi che alimenta la guerra e le stragi: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo insorgere nonviolentemente per fermare il riarmo che minaccia l'umanita' intera: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo insorgere nonviolentemente per far cessare le cosiddette "sanzioni" che invece di contrastare la guerra la favoreggiano, che invece di colpire gli sfruttatori e i massacratori colpiscono innanzitutto le classi sociali sfruttate ed oppresse impoverendole ancora di piu' ed esponendole a piu' gravi sofferenze e pericoli: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo insorgere nonviolentemente per lo scioglimento della Nato, un'organizzazione terrorista e stragista i cui vertici vanno processati e condannati per i crimini di guerra ed i crimini contro l'umanita' commessi negli ultimi decenni: salvare le vite e' il primo dovere.
Dobbiamo insorgere nonviolentemente per imporre al governo italiano il rispetto della Costituzione italiana che ripudia la guerra: salvare le vite e' il primo dovere.
Siamo una sola umanita' in un unico mondo vivente.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Ed in questo 25 aprile, ricordando il nostro compagno Alfio Pannega, l'antifascista Alfio Pannega, sono ancora nostre le parole che Piero Calamandrei detto' affinche' fossero incise sulla pietra a monito ed ammaestramento dell'umanita'.
LO AVRAI
CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRA'
A DECIDERLO TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITA'
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIU' DURO D'OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI SI ADUNARONO
PER DIGNITA' NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI RITROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA
(Lapide murata nel Palazzo Comunale di Cuneo il 21 dicembre 1952)
Ricordando Alfio Pannega approssimandosi il dodicesimo anniversario della morte
Il 30 aprile 2010 moriva Alfio Pannega, un uomo buono, simbolo della Viterbo popolare, solidale, resistente, figura dell'umanita' come dovrebbe essere.
Lo ricordiamo con intensa commozione, con profonda nostalgia, proponendone ancora una volta la testimonianza ad ogni persona di volonta' buona.
Nel ricordo di Alfio Pannega ci opponiamo alla guerra e alla stragi di cui essa sempre e solo consiste.
Nel ricordo di Alfio Pannega ci opponiamo al razzismo e allo schiavismo, ai lager libici, alla strage degli innocenti nel Mediterraneo, all'apartheid vigente nel nostro stesso paese, alle disumane politiche ancora colonialiste e razziste dei governi europei.
Nel ricordo di Alfio Pannega ci opponiamo al modo di produzione fondato sulla rapina, sullo sfruttamento e l'alienazione degli esseri umani, sulla devastazione e desertificazione del mondo vivente.
Nel ricordo di Alfio Pannega ci opponiamo all'ecocidio in corso.
Nel ricordo di Alfio Pannega ci opponiamo al maschilismo che e' la prima radice e il primo paradigma di tutte le violenze.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Giustizia e liberta', responsabilita' e solidarieta'.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.
Condividere fra tutte e tutti tutto il bene e tutti i beni.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Ricordando Alfio Pannega, contro la guerra e il fascismo
Il 30 aprile di dodici anni fa ci lasciava il nostro compagno di lotte Alfio Pannega, antifascista, comunista e libertario, amico della nonviolenza.
Lo ricordiamo proseguendone la lotta contro la guerra e contro il fascismo, in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, in difesa dell'intero mondo vivente.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il nostro Alfio, la nostra lotta. Per la pace, i diritti umani di tutti gli esseri umani, la difesa dell'intero mondo vivente
"Ma l'uomo intero accoglie nel suo animo
l'interessamento per tutte le forme della vita,
e per tutte batte il suo cuore"
(Benedetto Croce, La mia filosofia, p. 243)
Qualche giorno fa alla stazione ferroviaria incontro un vecchio compagno di lotte del secolo scorso, saranno venti o trent'anni che non ci vediamo, vive lontano, e' qui di passaggio.
Mi chiede dei vecchi compagni, dei comuni amici di allora. Mi accorgo di quanti siano ormai morti. Mi chiede anche di Alfio. E' morto anche lui, gli dico, dodici anni fa.
Non resta nessuno dei migliori, dice lui. Non resta nessuno, dico io. E i giovani? dice lui. Non so, dico io. E' proprio passato un secolo, dice. Un secolo, rispondo.
Lui deve fare qualcosa in citta', io devo salire sul treno che parte, ci accomiatiamo dicendoci le solite cose che si dicono sapendo che non ci si rivedra'.
Il 30 aprile 2010, dodici anni fa, ci lasciava Alfio Pannega, ma il suo ricordo e' ancora vivo non solo nelle persone che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene, ma anche nella memoria collettiva del popolo viterbese tutto.
Perche' Alfio Pannega e' stato della citta' di Viterbo una delle figure piu' rappresentative, un testimone e un simbolo. Simbolo di una condizione sociale ed esistenziale che parlava al cuore di tutte le classi popolari, ma simbolo anche di una persuasa scelta di liberta' e di solidarieta', di appassionato impegno morale e politico per la liberazione dell'umanita', per la condivisione fra tutte e tutti di tutto il bene e tutti i beni, esempio di una generosita' incondizionata, maestro di poesia e di empatia. Un militante comunista e libertario. Una persona amica della nonviolenza. Un antifascista, un resistente alla guerra e alla violenza. Un amorevole accuditore del mondo vivente.
A dodici anni dalla morte e' cresciuta ormai anche una generazione di giovani che non lo ha conosciuto personalmente, ma che puo' accostarne la testimonianza attraverso i racconti (una memoria orale prevalentemente aneddotica) di chi gli fu amico, attraverso i lavori di Antonello Ricci e dei suoi collaboratori, e soprattutto attraverso lo spettacolo teatrale di Pietro Benedetti, che Alfio fa rivivere con profonda, felice, commovente immedesimazione.
Sarebbe bene raccogliere - e registrare, e trascrivere - anche le testimonianze dei tanti suoi amici, da quelli piu' antichi, ed in particolare i vecchi compagni comunisti che sono stati la sua comunita' d'ideali, di riconoscimento e di appartenenza; a quelli piu' giovani, ed in particolare i ragazzi che dagli anni Novanta condivisero con lui lungo due decadi l'esperienza del centro sociale occupato autogestito "Valle Faul".
E sarebbe bene raccogliere anche le testimonianze dei tanti altri viterbesi che lo conobbero forse in modo piu' episodico ma con sincero affetto, e rispetto, e vicinanza vera.
Cosi' come sarebbe necessario ricercare e preservare le disperse tracce della sua testimonianza, delle sue riflessioni e del suo operato conservate forse ancora da varie persone amiche, prima che vadano irrimediabilmente perse (registrazioni audio e video, fotografie e manoscritti, manufatti artistici e testi pubblicistici, che metterebbe conto di raccogliere e preservare in un "Archivio Alfio Pannega" che potrebbe costituire un lascito prezioso di storia e memoria della citta', del suo popolo, delle lotte sociali e politiche del movimento delle oppresse e degli oppressi).
Ricordando Alfio oggi, in questo 30 aprile 2022, due cose vorremmo particolarmente evidenziare del suo impegno: l'opposizione alla guerra, l'opposizione allo sfruttamento.
L'opposizione alla guerra, l'impegno per la pace e il disarmo, la difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani, la difesa del mondo vivente, la scelta della nonviolenza: sono stati per l'intera sua vita un impegno costante di Alfio.
Ed oggi chi vuole ricordarlo deve proseguire quell'impegno. Soccorrendo ogni persona bisognosa di aiuto; opponendosi a tutte le guerre, a tutti gli eserciti, a tutte le armi; contrastando la violenza con la forza della verita', con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
L'opposizione al modo di produzione e al sistema di potere fondato sulla rapina, sullo sfruttamento e l'alienazione degli esseri umani, sulla devastazione e desertificazione della natura; e quindi l'impegno nel movimento delle oppresse e degli oppressi che si batte per una societa' di persone libere ed eguali in diritti, in cui da ciascuno sia dato secondo le sue capacita' ed a ciascuno sia dato secondo i suoi bisogni; l'impegno del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, del movimento operaio e contadino, che lotta ad un tempo per la dignita' di ogni essere umano, per la liberazione dell'umanita' intera e per la difesa dell'intero mondo vivente.
Chi vuole ricordare Alfio Pannega deve proseguire in questo impegno, allo stesso tempo contro la dittatura del capitale astratto sulle concrete vite umane, contro la logica della massimizzazione del profitto incompatibile con i limiti della biosfera, contro il consumismo che divora il mondo derubando di una vita degna l'umanita' presente e le generazioni future; deve proseguire in questo impegno che e' insieme anche antimperialista ed anticolonialista, antifascista ed antimilitarista, antirazzista ed antispecista; deve proseguire in questo impegno socialista e libertario, ecologista e femminista, nonviolento.
Affiorano alla memoria di chi scrive queste righe tante vicende condivise: la lotta contro la centrale nucleare a Montalto di Castro; la lotta contro i manicomi criminali; la nascita dei "comitati per la pace" contro i missili a Comiso; la lotta contro il regime della corruzione, la penetrazione dei poteri criminali e il "modello di sviluppo di servitu'" nell'Alto Lazio; l'esperienza di solidarieta' del centro sociale "Valle Faul"; l'organizzazione dell'azione diretta nonviolenta delle "mongolfiere della pace" ad Aviano nel 1999 per cercar di fermare i bombardamenti stragisti della Nato contro la popolazione civile in Jugoslavia; l'iniziativa vittoriosa contro il mega-aeroporto che avrebbe distrutto irreversibilmente l'area naturalistica, archeologica e termale del Bulicame; le iniziative antirazziste che per prime denunciarono il costituirsi di un regime di apartheid in Italia; l'iniziativa per il diritto di tutte le persone alla casa, e tante altre esperienze di lotta e di solidarieta'.
Con Alfio condividemmo la persuasione che devi cominciare tu a fare la cosa giusta, che devi essere tu il cambiamento che vorresti vedere nel mondo, che devi essere tu l'umanita' come dovrebbe essere.
Con Alfio condividemmo la persuasione che la nonviolenza deve cominciare adesso; che la societa' solidale, della giustizia e della misericordia, deve cominciare adesso; che l'internazionale futura umanita' deve cominciare adesso.
Con Alfio condividemmo la persuasione che ogni essere umano, ogni essere vivente, l'intero mondo vivente ha diritto alla vita.
Con Alfio condividemmo la persuasione che salvare le vite e' il primo dovere.
E' scomparso dodici anni fa.
E' ancora vivo ogni volta che una persona resiste all'ingiustizia, ogni volta che una persona ne aiuta un'altra, ogni volta che una persona insorge contro la violenza.
E' ancora vivo ogni volta che tu ti ricordi di essere un essere umano.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Poche parole dette la mattina del primo maggio 2022 tra vecchi amici in ricordo di Alfio Pannega
"Ancora una volta spiego' che 'compagno' e' una parola di origine latina
il cui significato e' 'la persona che condivide il suo pane con gli altri'"
(Annibale Scarpante, Breve commento alle Etimologie di Isidoro di Siviglia)
Ricorreva ieri il dodicesimo anniversario della morte di Alfio Pannega.
In questo primo maggio lo ricordiamo ancora, cosi' come lo salutammo il primo maggio di dodici anni fa al cimitero di Viterbo.
Lo ricordiamo uomo buono e forte, allegro e gentile, saggio e virtuoso.
Lo ricordiamo compagno di lotte necessarie.
Lo ricordiamo esempio dell'umanita' come dovrebbe essere.
Sempre visse la poverta' dei giusti. Sempre visse senza opprimere nessuno. Sempre lotto' contro tutte le oppressioni.
Fu poeta e militante, operaio e contadino, comunista e libertario, consapevole amico della nonviolenza, soave e fiero combattente nonviolento.
Tutti i suoi beni sempre condivise. Alla sua sobria mensa sempre tutti accolse. Si prese sempre cura di chi chiedeva aiuto. Si prese sempre cura di animali e piante. Amava il mondo di un sapiente amore, con cuore appassionato e mente limpida.
Lo ricordiamo oggi, in questo giorno di lotta e di memoria del dolore, in questo giorno in cui il movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, il movimento delle oppresse e degli oppressi, rinnova il ricordo delle vittime uccise da rapina e sfruttamento, uccise da miseria e schiavitu', uccise dal fascismo quotidiano del sistema del profitto disumano, che degli esseri umani spezza e nega la dignita' per trasformarli in merci, in macchine, in oggetti, in scarti, in fumo.
Lo ricordiamo oggi, proletario in lotta contro guerra e sfruttamento, in lotta contro tutte le ingiustizie, in lotta contro tutte le violenze.
Lo ricordiamo oggi, e lo portiamo ancora e ancora nelle nostre lotte di oggi e nelle lotte di domani, le lotte necessarie per far si' che ogni essere umano possa vivere un'esistenza degna e solidale, condividendo tutto il bene e tutti i beni.
E ricordando Alfio proseguiamo nell'impegno per la pace e la giustizia, contro tutte le guerre e le oppressioni che fanno scempio dell'umanita'.
E ricordando Alfio proseguiamo nella lotta nonviolenta affinche' cessi della violenza il regno e della fame.
E ricordando Alfio proseguiamo nel movimento di liberazione che l'umanita' intera porti in salvo.
E ricordando Alfio proseguiamo nella certezza che l'umanita' merita di essere libera e felice.
Compagne e compagni, nessuno si arrenda alla paura, all'odio, alla violenza.
Compagne e compagni, continui la lotta per il lavoro, per la pace e il pane.
Compagne e compagni, difendere occorre tutti i diritti di tutte le persone, cosi' delle viventi come delle venture.
Compagne e compagni, difendere occorre quest'unico mondo vivente di cui siamo insieme parte e custodi.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Abolire la guerra, gli eserciti, le armi; abolire per sempre le uccisioni.
Nessuna vittima sia dimenticata.
Nessuna persona sia abbandonata.
Spezzare le catene, condividere il pane.
Sia la misericordia la legge condivisa.
La generosita' sia norma della vita.
Da ciascuno sia dato secondo le sue capacita', a ciascuno secondo i suoi bisogni sia donato.
E' qui, e' ora, nella nostra lotta, l'internazionale futura umanita'.
In questa lotta nonviolenta e' ancora vivo il nostro compagno Alfio Pannega.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.
6. Ricordando Alfio Pannega nel novantasettesimo anniversario della nascita
Il 21 settembre 2022 ricorre il novantasettesimo anniversario della nascita di Alfio Pannega, che a dodici anni dalla scomparsa (avvenuta il 30 aprile 2010) tutte le persone che vivono a Viterbo ricordano ancora con immutato affetto e profonda commozione.
E' stato per noi il migliore degli amici e il migliore dei compagni di lotta nonviolenta nell'impegno per i diritti umani di tutti gli esseri umani e nella difesa di quest'unico mondo vivente casa comune dell'umanita'.
Nel ricordarlo lo ringraziamo ancora per quanto ha saputo donare, per la sua testimonianza di dignita' e di generosita', per il suo impegno intellettuale, morale e politico per la liberazione dell'umanita'.
Nel ricordo di Alfio Pannega proseguiamo nell'impegno per la pace che salva le vite, per la solidarieta' che ogni essere umano riconosce e raggiunge e sostiene e conforta, per la liberazione dell'umanita' intera da ogni violenza e da ogni oppressione, per il rispetto e l'accudimento e il risanamento della biosfera.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
7. L'associazione "Respirare" di Viterbo ricorda Alfio Pannega
L'associazione "Respirare" di Viterbo ricorda Alfio Pannega (21 settembre 1925 - 30 aprile 2010) nella ricorrenza del suo genetliaco.
Con Alfio Pannega abbiamo preso parte a tante esperienze di impegno per il bene comune, per la pace e i diritti umani, di solidarieta' concreta, in difesa del mondo vivente.
Ricordare Alfio e' ricordare le lotte piu' luminose condotte nell'Alto Lazio dal movimento delle oppresse e degli oppressi nell'impegno per la liberazione e la salvezza comune dell'umanita'.
Ricordare Alfio e' ricordarne l'esempio di convivialita', la testimonianza di dignita', la generosa e costante pratica della responsabilita', della solidarieta', della condivisione di tutto il bene e di tutti i beni, della nonviolenza e della nonmenzogna.
Ricordare Alfio e' ricordare di aver conosciuto e sperimentato la possibilita' che gli esseri umani siano buoni, miti, gentili ed insieme coraggiosi ed intransigenti nella difesa della verita', della giustizia, della vita e della liberta' di tutte e tutti.
Nel ricordo di Alfio, alla scuola di Alfio, tutte e tutti noi che l'abbiamo conosciuto e gli abbiamo voluto bene si possa essere capaci di proseguirne l'impegno, la testimonianza, la riflessione e la prassi, il principio speranza, l'utopia concreta, l'ortopedia del camminare eretti.
Nel ricordo di Alfio continuiamo ad opporci alla guerra e a tutte le uccisioni.
Nel ricordo di Alfio continuiamo ad opporci al razzismo e a tutte le schiavitu'.
Nel ricordo di Alfio continuiamo ad opporci ad ogni rapina, ad ogni sperpero, ad ogni sfruttamento e ad ogni devastazione.
Nel ricordo di Alfio continuiamo ad opporci al maschilismo e a tutte le oppressioni.
Nel ricordo di Alfio continuiamo a lottare nonviolentemente per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione.
Nel ricordo di Alfio continuiamo a lottare nonviolentemente per una societa' in cui da ciascuna persona sia dato secondo le sue capacita' ed a ciascuna persona sia dato secondo i suoi bisogni.
Nel ricordo di Alfio continuiamo a lottare nonviolentemente contro tutte le violenze.
Nel ricordo del nostro compagno antifascista, comunista e libertario Alfio Pannega la nonviolenza e' in cammino.
8. Un vecchio amico ricorda Alfio Pannega
Fra tre anni ricorrera' il centenario della nascita di Alfio, che nacque il 21 settembre 1925 e ci ha lasciato dodici anni fa il 30 aprile 2010.
Mi pare ieri che ci siamo conosciuti, e invece e' passato mezzo secolo.
Pochi giorni fa, incontrandoci tra vecchi amici che con lui abbiamo condiviso l'esperienza del centro sociale occupato autogestito "Valle Faul" (che la prossima estate compira' trent'anni di esistenza), lo abbiamo ricordato ancora una volta con struggente nostalgia rievocando sia le felici esperienze conviviali, sia le feconde conversazioni e le comuni riflessioni politiche e morali, sia le innumerevoli iniziative di lotta politica e sociale, ecopacifista ed equosolidale, comunista e libertaria, ispirate all'umanesimo integrale, all'ecologia profonda e al femminismo radicale, alla nonviolenza in cammino, che insieme abbiamo condotto nel corso degli anni - vicende che sembrano cosi' lontane e sono invece cosi' presenti e aggettanti verso il futuro.
So che tutte le persone che vivono a Viterbo gli vogliono bene e ne serbano un ricordo tenero e sincero, ogni persona recando il dono di un aneddoto, di un motto di spirito, di un colloquio frizzante o malinconico, di un incontro in cui viso a viso le anime si affacciano al mondo, di un'ora passata insieme nella franchezza e nella bonomia, nella mitezza e nell'amista', nell'empatia accorata e luminosa che era la cifra del suo carattere.
E le persone che gli sono state piu' vicine nel corso degli anni hanno conoscono da Alfio e di Alfio virtu' profonde e sorgive, limpide e iridescenti, che forse molti in citta', che pure lo conobbero, di lui ignorano ancora.
E non dico solo l'appassionato amore per Dante e la recitazione commossa fino alle lacrime dei canti della Divina commedia che serbava integri e rigogliosi nella sua vivacissima memoria.
E non dico solo la pratica della scrittura poetica e della poetica declamazione che erano per lui gioia infinita, dovere di verita', pratica di liberta', parresia.
E non dico solo la coscienza di classe del militante comunista e libertario sempre schierato dalla parte delle vittime contro tutte le violenze e le oppressioni, la visione del mondo insieme disincantata e utopica, l'analisi concreta della situazione concreta, la capacita' di cogliere tra fatto e fatto, cosi' come tra le parole e le cose, i nessi e le contraddizioni e le dialettiche con la sapienza autentica dello sfruttato che contro lo sfruttamento lotta, e con la perizia ermeneutica cresciuta e affinata alla scuola delle lotte del movimento operaio e contadino, alla scuola delle lotte dei popoli oppressi, alla scuola di Galilei e di Leopardi, di Rosa Luxemburg e di Antonio Gramsci, di Karl Marx e di Mohandas Gandhi, di Primo Levi e dei martiri di ogni Resistenza ad ogni fascismo; e l'amore infinito per l'umanita' intera e per la vita che fluisce e si rinnova.
E non dico solo la traboccante bonta' che gli faceva accudire con uguale tenerezza le piante e gli animali e le persone che incontrava nel suo cammino di uomo e di poeta.
E non dico solo la scelta consapevole della nonviolenza nella lotta in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani e in difesa di quest'unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.
Dico tutto questo e dico quel di piu' che scaturisce dal profondo del cuore e fa si' che l'insieme sia piu' delle parti, di una storia di vita col suo fardello di sofferenze fa una testimonianza di umanita' e un'ora di verita', un kairos: Alfio Pannega ha protetto il mondo e reso migliori le persone che ha incontrato e che hanno ascoltato la sua voce.
Soprattutto nell'esperienza del centro sociale - che e' stato per lui una famiglia vasta e vera, che ha accudito e guidato con l'esempio e il consiglio, con l'ascolto attento e la piena condivisione - Alfio e' stato un educatore grande, un educatore alla dignita', alla responsabilita', alla solidarieta'. Un educatore come don Milani. Un educatore come l'ateniese figlio della levatrice.
Il migliore dei compagni di lotta nelle lotte nonviolente piu' necessarie: per la pace, per la condivisione fra tutte e tutti di tutto il bene e di tutti i beni, per il rispetto e la salvaguardia di ogni vita e dell'intero mondo vivente. |