Ho incontrato più volte Alfio Pannega al centro sociale quando ero adolescente.
Ricordo quelle sere come momenti magici, in cui si respirava un'atmosfera speciale e un'energia che ancora oggi riesco a percepire.
In queste settimane ho pensato e ripensato molto a quel periodo della mia vita e ho cercato di riaprire qualche cassetto della memoria.
Una sera in particolare è riemersa vivida: nell'aria risuonava la musica di un'arpa eolica, creando in me un senso di meraviglia e magia. Il chiarore della Luna nel cortile disordinato ma vivo, i suoni e gli odori densi e speziati trasportati dal vento, tutto è ancora al suo posto, nella mia memoria.
Una mia composizione musicale, intitolata "... e la Luna disse ...", nata per celebrare le Fiabe di Italo Calvino nella mia collaborazione con Lidia Scalzo, mi ricorda profondamente Alfio in quella sera al gazometro e per questo ho deciso di aggiungere al titolo il suo nome, trasformandolo in "... e la Luna disse: Alfio Pannega".
Alfio fu protagonista del centro sociale occupato a Viterbo fino alla fine della sua vita, consapevole di essere un monumento vivente della Viterbo popolare. La sua storia e il suo spirito che sopravvive nella memoria di molti viterbesi, mi hanno profondamente colpito ed è per questo che oggi presento questa nuova veste del brano come tributo a un uomo straordinario, capace di far risuonare chiunque incontrasse la sua presenza. |