Avevo solo dieci anni, quando ti ho incontrato per la prima volta.
Eravamo a valle Faul dove la ditta di mio padre aveva un magazzino e tu caro Alfio passavi da lì ogni mattina con quel tuo mezzo da lavoro importante per raccogliere il prezioso cartone che ti dava da vivere.
Ricordo che mi avvicinai a te per sola curiosità e tu con cordiale gentilezza mi dicesti "Buongiorno bambino".
Ti ho incontrato diverse altre volte in città e quella tua gentilezza non ti ha mai abbandonato.
Ogni volta, eri pronto a donarla a chiunque, anche a chi a volte non ti rispettava.
Eri una persona speciale, Alfio, quel tuo sommesso sorriso unito ai tuoi pensieri tradotti in semplici parole ha impreziosito la nostra città e l'anima di noi viterbesi.
Ancora oggi ogni volta che passo sotto porta Faul non posso fare a meno di guardare quella porta della casa che hai abitato per molti anni e con emozione sentire ancora quel saluto e quella gentilezza con cui mi hai accompagnato ed educato nella mia vita.
Grazie, anima buona e gentile, grazie, caro Alfio. |