Ho conosciuto Alfio da ragazzo quando andavo dal Pilastro a Pianoscarano per allenarmi con la squadra di calcio di quel quartiere.
Ricordo ancora oggi con simpatia il giorno che lo vidi arrampicato sulle mura cittadine e gli chiesi: Alfio che fai pulisci le mura dalle erbacce? Lui si girò e con veemenza ed in maniera decisa mi disse: Ma che erba ed erba! questi sono capperi. Mi venne spontaneo chiedergli che cosa fossero i capperi, e lui di rimando mi disse una frase di questo tipo: non sai cosa sono i capperi, voi giovani studiate studiate e non capite niente! e poi iniziò a sciorinare tutta una serie di benefici alimentari e sanitari di questi suoi preziosi capperi.
Rimasi un po' interdetto da quello che mi aveva detto: era passato dalla veemenza iniziale ad una amorevole e circostanziata descrizione di questo suo tesoro che le mura cittadine gli fornivano.
Però rimasi affascinato da quel suo modo di fare schietto, sincero ma amorevole, nei giorni e nei mesi successivi percorrendo sempre la stessa strada per andare a Pianoscarano non vedevo l'ora di incontrare e salutare Alfio, qualche volta parlava un po' con me e mi raccontava della sua adorata madre, della sua indigenza, del suo amore per gli animali e la natura, della guerra, dei libri e delle poesie, di quanto avesse sofferto, di quanto lui amasse Viterbo ed anche i giovani.
Mi ricordo tra le altre cose che un giorno mi disse: ricordati che la vita è la vera insegnante, è da lei che impari tanto e non ci sono scuole che tengano.
A me Alfio appariva un personaggio tenero, non ho mai pensato che fosse un debole, lo consideravo forte, volitivo e coraggioso.
Io l'ho sempre visto come un personaggio a colori, ecco perché l'ho riportato a colori nella mia piccola mostra grafica dedicata a lui il giorno 8 maggio. Ho avuto anche il piacere di realizzare il nuovo logo dell'Emporio Solidale di Santa Barbara a lui intitolato.
Secondo me lui ha vissuto a colori, passando dai colori più scuri e bui, a quelli più luminosi ed accesi, e questa cosa per me è fantastica e quasi unica.
Ricordare Alfio Pannega significa anche ricordare una città che non c'è più, i luoghi che lui frequentava ormai sono cambiati del tutto, ricordo quando veniva alle giostre a piazzale Gramsci, la Valle Faul era il suo regno, lo vedevi in tutte le piazze e le vie del centro storico e la gente lo riconosceva come un interlocutore affabile, educato ed acculturato, ora il centro storico è in uno stato di coma speriamo non irreversibile.
Dal giorno 8 maggio 2025 si può affermare che abbiamo dato ad Alfio una nuova casa presso l'Emporio Solidale, presso lo Spazio Giovani, grazie all'associazione Viterbo con Amore, al Comune ed ai suoi amici storici, e penso anche che da questa nostra iniziativa e dalle altre successive, fatte insieme ai suoi amici di sempre, speriamo che ci sia anche il Comune di Viterbo, sia iniziata una rinascita civica, umana e culturale che gli rende giustizia e faccia capire tutto il valore e l'importanza di questo personaggio ormai storico della città di Viterbo.
Un abbraccio fraterno a tutti voi e sempre W Alfio. |