Vorrei ricordare Alfio, riportando un episodio della mia adolescenza: una lezione di virtù civica che ci impartì mio padre attraverso Alfio. Mio padre fu vicepresidente e poi commissario dell'E.C.A., nominato dal P.R.I. di Ugo La Malfa. L'E.C.A. assegnava sussidi a chi ne faceva richiesta, dopo un'istruttoria fatta dalle assistenti sociali (tra parentesi: i servizi sociali del Comune si strutturarono a partire proprio assorbendo le assistenti sociali dell'ex E.C.A.).
Alfio ad un certo punto della sua vita si dovette sottoporre ad un intervento chirurgico, per cui non poteva più svolgere il suo lavoro di raccolta di cartoni, chiese pertanto di poter avere un sussidio. Il sussidio venne erogato regolarmente e rinnovato anche per il mese successivo... ma per poco, perché Alfio, appena uscito dall'ospedale, mandò una lettera in cui rinunciava al sussidio perché: "ora sto meglio, posso ricominciare a lavorare, date questi soldi a chi ha più bisogno".
Questo era Alfio, un cittadino, un uomo, una persona onesta.
Per inciso vorrei dire che mio padre decise di dargli ancora il sussidio, come riconoscimento della sua immacolata onestà e virtù civile.
Avremo sicuramente bisogno di tanti altri Alfio, avremo bisogno di poter educare i nostri figli ed i nostri nipoti nell’esempio di persone dagli occhi azzurri come il cielo. |