Alfietto, qualche anno è passato.
La mia età non mi ha dato occasione di avere ricordi della tua eroica gioventù. Ti conobbi già curvo e stanco, ma sempre attento.
Sempre pronto a rispondere a quella banda di mascalzoni che eravamo, ti prendevamo in giro per giocare e tu al gioco ci stavi, e quanto a tono rispondevi!
Di certo non erano le muse ad ispirarti in quelle occasioni.
Poi, in un momento qualunque di uno di quei pomeriggi di follia e condivisione tutto si fermava, tutti quei caproni capivano che un dono sarebbe arrivato, e da quella bocca non più improperi ma un canto vero, duro e meraviglioso.
Parole vergate con mani callose che odoravano di terra e fiori, di fame e di speranza.
Alfio, la vita non ti ha regalato nulla ma tu le hai reso tanto.
Se da questa zucca vuota ogni tanto mi scappa qualche endecasillabo lo devo a te.
Tu che non avevi niente mi hai donato l'unica cosa che nessuno mi toglierà.
Grazie Alfio.
Non lacrime ma gioia al tuo ricordo. |