Ho conosciuto e frequentato Alfio per molto tempo. Era un mio caro amico.
Ricordo che spesso andava da mia madre, in via Emilio Bianchi, a raccogliere carta e cartone e a darle una mano quando le serviva.
Si dava da fare tantissimo in tutto.
Quando gli dettero la casa vicino a Porta Faul, dopo tante insistenze nostre con il Comune, andai con mia moglie e il mio amico Mario Veralli a metterla in ordine, gli portammo un televisore e gli mettemmo l'antenna.
Era il 1982, tanti anni fa, e Alfio cadendo si era rotto le noci dei piedi mentre, questo è il colmo , raccoglieva noci da un albero.
Uscito dall'ospedale io e mia moglie Marina lo accompagnammo più volte al Bulicame e con massaggi vari lo aiutammo in pochi giorni a riprendere a camminare.
Era un uomo gentile e generoso, mi ricordo che regalò una copia di una Bibbia antica illustrata dal Dore', trovata durata la sua raccolta di carta e cartone, a un medico che lo aveva curato.
Sono rimasto per sempre suo amico, era un uomo che non chiedeva mai ma dava tutto ciò che aveva.
Spesso veniva in un bar di via Cairoli, gestito da Gino, e ci leggeva le sue poesie.
Con gli animali aveva un rapporto particolare e mi ricordo i numerosi cani che lo seguivano ovunque.
Altro in questo momento non ricordo, ma devo dire che mi è rimasto nel cuore. |