Domenica 30 marzo 2025 a Cura di Vetralla (in provincia di Viterbo) il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo ha tenuto una conversazione sul tema "Solo la pace salva le vite" in ricordo di Alfio Pannega (Viterbo, 1925-2010) di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita; amico e compagno di innumerevoli lotte nonviolente; poeta e militante antifascista, comunista e libertario, che per tutta la vita si impegnò contro tutte le guerre, contro tutte le stragi, contro tutte le uccisioni; che per tutta la vita si impegnò per soccorrere, accogliere e assistere ogni persona bisognosa di aiuto; che per tutta la vita condivise tutti i suoi beni con chiunque gli chiedesse aiuto.
Di seguito una minima sintesi di alcune riflessioni proposte.
Il primo impegno qui e adesso
Nulla è più importante ed urgente qui e adesso dell'impegno per far cessare le guerre in corso, guerre che stanno uccidendo innumerevoli esseri umani, che stanno provocando immani catastrofi ambientali, che minacciano di dare avvio alla guerra nucleare che può facilmente distruggere l'intera civiltà umana, l'intera umana famiglia.
Salvare le vite è il primo dovere.
E per fermare la guerra occorre la smilitarizzazione e il disarmo; occorre il riconoscimento del diritto di ogni esser umano a non essere ucciso; occorre la consapevolezza che siamo una sola umana famiglia in un unico mondo vivente e che ogni vittima ha il volto di Abele.
Cessare di uccidere, abolire la guerra.
Insorgano nonviolentemente tutte le persone senzienti e pensanti, tutte le popolazioni neglette ed oppresse, l'umanità intera, in difesa di tutte le vite.
Insorgano nonviolentemente tutte le persone senzienti e pensanti, tutte le popolazioni neglette ed oppresse, l'umanità intera, per far cessare tutte le stragi.
Insorgano nonviolentemente tutte le persone senzienti e pensanti, tutte le popolazioni neglette ed oppresse, l'umanità intera, per imporre a governi impazziti e criminali la legge che fonda tutte le leggi, la legge che fonda la civile convivenza, la legge che è scritta nel cuore di ogni essere umano: "Non uccidere".
Nel ricordo e alla scuola di Alfio Pannega ogni persona di volontà buona si adoperi per far cessare i massacri in corso; ogni persona di volontà buona si adoperi per abolire la guerra, gli eserciti, le armi; ogni persona di volontà buona si adoperi per recare aiuto a chiunque di aiuto ha bisogno.
Quel che Alfio sapeva ed insegnava
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Socrate ateniese sapeva ed insegnava.
Che è preferibile subire il male anziché commetterlo. Che nessuna violenza giustifica l'aggiunta di altra violenza. Che al male occorre opporsi facendo il bene. Che alla violenza occorre opporsi in modo concreto e coerente, nitido e intransigente, con la forza della verità, con la scelta della nonviolenza, con la resistenza che salva le vite.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Dante fiorentino sapeva ed insegnava.
Che l'impegno morale per il bene comune dell'umanità, la ricerca e l'affermazione della verità che è in ogni essere umano, la bellezza e la benignità della poesia come universale riconoscimento di umanità, la parresia e la kalokagathia, sono una sola cosa col senso e col valore dell'esistenza.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Giacomo Leopardi sapeva ed insegnava.
Che proprio perché ogni essere umano è costitutivamente, intrinsecamente, inevitabilmente esposto alla sofferenza, alle malattie, alla morte, proprio per questo nessun essere umano deve subire altre violenze; proprio per questo tutti gli esseri umani devono rispettarsi ed aiutarsi; proprio per questo occorre opporsi ad ogni oppressione, ad ogni asservimento e ad ogni rapina, ad ogni umiliazione ed offesa, ad ogni menzogna e ad ogni violenza.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Rosa Luxemburg sapeva ed insegnava.
Che la guerra è sempre e solo il massimo crimine contro l'umanità. Che è dovere dell'umanità intera abolire la guerra prima che la guerra annichilisca l'umanità. Che l'alternativa che ad ogni coscienza ed intelligenza s'impone evidente è quella tra la barbarie che tutto degrada e divora, e la condivisione fra tutte e tutti di tutto il bene e tutti i beni affinché ogni essere umano possa vivere una vita degna e felice in armonia con le altre persone e con l'intero mondo vivente.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Virginia Woolf sapeva ed insegnava.
Che il sistema di potere maschile, la violenza maschile, l'ideologia maschilista, è la prima radice e il primo paradigma di tutte le violenze.
E quindi che solo l'abolizione del sistema di potere maschile, della violenza maschile, dell'ideologia maschilista, libererà e salverà l'umanità intera.
Alfio sapeva quello che anche Mohandas Gandhi sapeva ed insegnava.
Che solo la nonviolenza invera l'umanità dell'umanità. Che solo la nonviolenza smaschera e contrasta tutte le violenze. Che solo la nonviolenza è il fondamento della civile convivenza, del morale sentire e condursi, della legalità che ogni essere umano ed ogni umana comunità riconosce e rispetta e difende e sostiene. Che solo la nonviolenza può salvare l'umanità dalla catastrofe.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Hannah Arendt sapeva ed insegnava.
Che ogni nascita è un miracolo. Che pensare è già pensare il bene. Che la politica - la sola politica degna di tale nome - è condivisione del vero e del bene. Che l'esistenza umana è intrinsecamente vita attiva in pro del bene comune.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Alexander Langer sapeva ed insegnava.
Che la salvezza dell'umanità è legata alla salvezza dell'intero mondo vivente. Che siamo una sola umana famiglia in un unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo insieme parte e custodi.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Nelson Mandela sapeva ed insegnava.
Che il razzismo è un crimine contro l'umanità. Che tutti gli esseri umani sono eguali in dignità e diritti. Che nessun essere umano deve essere abbandonato alla solitudine, all'oppressione, alla sofferenza, alla morte. Che tu, proprio tu, devi lottare nonviolentemente per il bene di tutte e tutti.
Alfio sapeva ed insegnava quello che anche Lidia Menapace sapeva ed insegnava.
Che la Resistenza contro il fascismo continua e s'invera nella nonviolenza. Che tutto si tiene, e quindi una e la stessa è la lotta per la liberazione e la salvezza di tutte e di tutti |