INTRODUZIONE
Fabio Vincenti
Questo libro è dedicato anche alla memoria di Alberto Miralli.
Doveroso ricordarlo per quanto è stato coinvolto dalla produzione di Carlo e per quanto ha fatto per l’Arte e per la città.
Se tanti hanno scritto di Carlo è grazie a lui.
La sua storica Galleria è stata un punto d’incontro di artisti, intellettuali, amici. Sempre proponeva loro le tantissime opere di ‘Vincenti’.
Tutti negli anni ne sono rimasti colpiti e coinvolti accrescendo i tipi di approccio alla sua opera di artista e poeta.
L’idea di questa raccolta nasce anche da un personale coinvolgimento iniziato con
l’amico Antonello Ricci che aveva dedicato a Carlo molte delle sue passeggiate da narratore di comunità.
Poi nel 2011, nell’ambito del Festival Quartieri dell’Arte (direttore artistico un altro amico, Gian Maria Cervo), Antonello presenta il reading/spettacolo teatrale ‘Lutto in famiglia’. Carlo viene proposto sotto una luce diversa. Poesia, racconti, pensieri e ricordi accompagnati da musica dal vivo.
Nell’edizione del 2016 il Festival di Gian Maria inserisce nel programma il ‘Progetto Carlo Vincenti’. Nasce il testo teatrale ‘Fratto/C’. Frammenti/frazioni di Carlo. Disegni, collage, pensieri disseminati, dissennati, lettere, articoli pubblicati (Pipistrello di lusso), sconosciuti, monologhi trascritti… pittura nella scrittura e/o l’opposto.
Con l’aiuto di Alfonso Prota mettiamo in piedi un tentativo di dare un ordine caotico alla frammentazione, al parziale/peculiare. Parte per il tutto. Prerogativa della sua produzione verbo/visiva: “Binarietà parallela di segni grafico-pittorici e scritturali” (Mirella Bentivoglio, 2001).
Un tentativo teatrale/musicale (con l’apporto delle ri-composizioni sonore dal vivo di Antonio Tonietti) di osservare, studiare e valorizzare in modo insolito la sua passione per lo scrivere dinamico.
Nuovi Collage verbali, onirici.
Fratto/C come occasione di rilettura e revisione di una minima parte dei suoi numerosissimi scritti. Ascoltare la sua voce scritta.
Un’avventura che si è poi riproposta fino al 2023.
Il ‘frammento’ è un momento particolare del percorso di Carlo. Come un ripensamento del suo lavoro.
Inizia con l’esigenza di tagliare/spezzare oli, acquerelli, disegni. Gli oli modificati con tagli per ridurne il formato, disegni e acquerelli strappati a mano per attribuire altro contenuto, l’abbandono. Una differente vitalità. Li cataloga ex novo, come una Fenice mutilata che rinasce.
E tantissime opere sono andate volutamente perdute.
Dal frammentare alla possibilità di una vita differente per quel che è perduto. Compresa la parola.
Perché “distruggere una cosa, serve solo per ricordarla.”
Così conclude in alcuni suoi appunti – non a caso scritti su volanti tovaglioli di carta di un bar.
Arriva a realizzare un contenitore di frammenti, da sfogliare come francobolli rari e preziosi. Preziosi, irripetibili e unici come il momento che rappresentano. Da fermare e riguardare. Un’opera che chiama Una Data 0058:
2007 ‘Quasi pagine, libro d’artista, libro oggetto, libro ambiente’, Nuova Biblioteca Civica ‘San Giorgio’ di Pistoia, a cura di Paolo Tesi.
Il collage fa pensare a questa sua convinzione. Il rifiuto che diventa oggetto protagonista, una metafora. Le vecchie e nuove foto strappate che testimoniano la rinascita, necessità di ricordare.
E poi foto e disegni che raffigurano volti privi di bocca che forse indicano l’impossibilità di esprimersi. Incomprensione/incomunicabilità, timore. In un frammento scrive: “tu sempre mi hai detto Perché non sai gridare?”
Elaborare/ordinare testi con le immagini è un’altra particolarità del suo esprimersi riservato, intimo. Un’ulteriore sperimentazione e forma d’arte.
Poesia e Arte. Linguaggi Artistici, Poesia Totale, Poeti visivi.
Ed è inserito in Mostre collettive di grande rilevanza:
1995 ‘Stati di Coscienza, Linguaggi artistici tra regressione e consapevole follia’, Villa Pacchiani, S. Croce sull’Arno (PI), a cura di Romano Masoni
1998 ‘Poesia Totale 1897-1997, Dal colpo di dadi alla Poesia visuale’, Palazzo della Regione, Mantova, a cura di Enrico Mascelloni e Sarenco
2004 ‘Il non gruppo Testi-Immagine a Roma negli anni ‘60’, a cura di Mirella Bentivoglio, Biblioteca Angelica, Roma e Galleria Miralli, Viterbo
Dalle lettere ad Alberto sappiamo che comunque per lui la produzione di oli è vitale, si arricchiscono di oggetti rifiutati. E ne risultano opere più sperimentali, nuove soluzioni.
Ha percorso tutte le strade possibili anche fisicamente. Il suo camminare, vagare per la sua città, calpestandone anche la Storia. La biblioteca per le sue ricerche.
Gli angoli, gli spazi e i personaggi di Canale Monterano, paese a lui (a noi) particolarmente caro e amato.
Tuscania (nostro padre), Napoli, Sorrento, San Mauro Forte (nostro nonno Carlo Calbi).
Roma che lo accoglie e lo ispira.
Tutti luoghi poi ricordati nei suoi scritti, disegni e frammenti, lacerti di memoria sempre viva.
Una ricerca che poi diventa mesta, quasi rassegnata (Isola d’Elba/l’amata Fernanda) che lo porterà alla valutazione dell’Ubicumque Felix napoleonico, poi inserito nei suoi Repertori.
La sconfitta non rassegnata di un eroe/artista ben cosciente di essere un precursore che deve tacere.
Sconfitto ma non domo.
E poi la sua fuga, ma a modo suo.
Su un’ultima tela lascia la frase decisa e premonitrice: “12.8.’77 Basta! Io - son stufo d’arte”
Questa raccolta di presentazioni non può essere generico omaggio al suo lavoro. Risponde piuttosto all’esigenza, non solo storico-artistica, di fissare le varie interpretazioni che negli anni hanno presentato l’artista-poeta Carlo Vincenti. Come hanno visto la sua produzione e la sua predizione. Occasione per ristudiare, riascoltare il suo pensiero, il suo vivere. La sua vicenda umana.
Ne consegue un invito, una sfida. Provare a leggere di opere che non si hanno sotto gli occhi. Ripercorrere il suo lavoro di ricerca al contrario.
Ancora un collage, differenti letture sull’artista e l’uomo per suscitare nuovo interesse e approfondimento, per conoscere o ri-conoscere. Leggere/ascoltare.
Individuare i differenti criteri di decodificazione della sua produzione e del suo vissuto.
Nella sezione La Poesia ho inserito ‘I giorni della merla’ nell’ultima versione rieditata.
Una poesia, un inno di particolare vigore e intensità.
Infine in Appendice ‘ I Repertori’: le date, i luoghi e gli avvenimenti che sono stati determinanti per la catalogazione delle opere. |