Nota del Traduttore
Francesco Catellani
Abbinare un insetto alla sua imitazione: l’Entomologia di Ronalds.
L’importanza dell’opera di Alfred Ronalds si capisce solo all’interno del contesto di conoscenze in cui venne scritta.
Mi permetto quindi di riportare alcune note presenti su American Entomologist (Vol. 59 N.1 - Spring 2013) in cui M. P. Parrella traccia una storia dell’entomologia della pesca a mosca.
Dopo aver descritto la comparsa della parola sumerica/accadica klil (equivalente a mayfly) addirittura nell’Epopea di Gilgamesh (2700 a.C.), aver menzionato Aristotele, Eliano, la Dame Juliana Berners, Walton e Cotton, riserva un posto speciale ad Alfred Ronalds e alla sua The Fly-Fisher's Entomology (prima edizione 1836), sostenendo che Ronalds «ha completato il ponte tra la pratica della pesca e la scienza dell'entomologia, dando alla mosca artificiale una descrizione e una definizione radicata nella tassonomia». Da questo punto in poi si può parlare di «abbinamenti scientifici» tra insetto e imitazione.
Siamo in ogni caso al tempo delle origini della pesca a mosca, almeno una cinquantina di anni prima di Halford e una sessantina prima di Skues.
Ora, noi sappiamo che Ronalds era un incisore litografo, e che non aveva competenze specifiche a riguardo delle tassonomie. Tuttavia, afferma Parrella, «fu il primo a stabilire una relazione diretta tra il nome comune della mosca artificiale e il nome scientifico del modello dell’insetto, anche se non sempre correttamente».
Per ovviare alle sue lacune scientifiche, Ronalds si avvalse della collaborazione di James Francis Stephens (1792-1852) entomologo e naturalista, conosciuto per i dodici volumi di Illustrations of British Entomology (1846) e The Manual of British Beetles (1839).
Stephens fu eletto membro della Linnean Society nel 1815 e della Zoological Society di Londra nel 1826. Nel 1818 gli fu concesso il permesso di assistere W.E. Leach per organizzare la collezione di insetti del British Museum, nel 1833 fu uno dei fondatori di quella che divenne la Royal Entomological Society di Londra, realizzò una vasta collezione di insetti e, dopo la pensione, lavorò non retribuito al British Museum fino alla sua morte, descrivendo circa 2800 specie di insetti britannici. Questa collezione fu acquistata postuma dal British Museum.
Il giovane Charles Darwin (1809-1882), durante il suo periodo di studi a Cambridge, nutriva una grande passione nel collezionare insetti, in particolare coleotteri. Questo interesse lo portò a diventare contributore ad una delle opere più influenti sull’entomologia britannica: Illustrations of British Entomology del sopra citato James Francis Stephens
Inoltre, Ronalds comprese che «la comunità della pesca a mosca non era pronta per i nomi scientifici latinizzati. Pertanto asservì sempre il nome latino al più utile nome comune». Sfogliando le pagine del cap. IV vi accorgerete dunque di un frontespizio dedicato alla tassonomia in nomi latini e della sua relativa applicazione costruttiva descritta con i nomi volgari.
Siamo nel periodo in cui vengono cambiati i paradigmi del sapere moderno ed è interessante considerare l’opera di Alfred Ronalds tenendo presente il contesto, che rende tale opera il primo vero documento scientifico alla base del nostro sport.
L’autore migliorò la sua opera fino alla quarta edizione, ma a questa se ne aggiunsero diverse altre. La classificazione scientifica di Ronalds non era perfetta fin dall’inizio, e per questo non può essere considerata nella letteratura delle pubblicazioni tassonomiche tout-court; inoltre, molte delle mosche rappresentate (se ne contano 47) non sono imitazioni esatte degli originali, ma questo fatto non inficia la sua valenza di milestone nella storia della pesca a mosca. Ed è probabile che molte di queste imitazioni si rivelino efficaci anche per il fly-angler di oggi.
A Ronalds dobbiamo una delle prime trattazioni sulla visione delle trote relativa alla rifrazione della luce mentre viaggia dall’aria all’acqua e una teoria estremamente dettagliata del posizionamento del pesce all’interno del flusso della corrente. Oggi parleremmo di «senso dell’acqua» ma, di fatto, ci stiamo riferendo a Ronalds.
Nella sua opera, il contributo delle scienze (come l’ottica) viene dunque integrato dal contributo dell’osservazione pratica e dell’esperienza; straordinarie e commoventi le pagine in cui l’autore, da un suo capanno di pesca, lancia sull’acqua insetti naturali «speziati» per verificare l’esistenza del senso dell’olfatto nei pesci.
Una dimostrazione di empirismo e umiltà su cui noi, figli del web e del sentito dire, dovremmo riflettere.
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