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LE ARCHITETTURE DI PAOLO PORTOGHESI
NELLA TUSCIA
a cura di Alfredo Passeri

Presentazione
Luigi Pasqualetti
Presidente fondazione Carivit

Questo volume nasce da un percorso, non da un’occasione isolata.
Le conferenze promosse dalla Fondazione Carivit dedicate a Paolo Portoghesi hanno rappresentato momenti di confronto partecipati e di alto profilo, nei quali è emersa con chiarezza una necessità: non disperdere le riflessioni emerse, ma restituirle in una forma stabile, capace di durare nel tempo.
Da qui prende forma questo libro.
Paolo Portoghesi (Roma, 1931 – Calcata, 2023) è stato una delle figure più autorevoli dell’architettura italiana del secondo Novecento: architetto, storico, docente universitario e presidente della Biennale di Venezia nei primi anni Ottanta, dove promosse la celebre Strada Novissima, segnando una svolta nel dibattito internazionale.
La sua ricerca si è sviluppata attorno a un’idea chiara: l’architettura non può essere separata dalla storia, né dai luoghi in cui prende forma.
In questa prospettiva, il rapporto con la Tuscia assume un valore centrale.
Come emerge anche dai contributi raccolti in questo volume, non si tratta di una semplice presenza progettuale, ma di un legame più profondo, che ha alimentato il suo pensiero.
La Tuscia, con i suoi paesaggi, i centri storici, le stratificazioni ancora leggibili tra natura e costruito, ha offerto a Portoghesi un contesto privilegiato di osservazione e di sperimentazione.
Qui si riconosce uno dei tratti più significativi del suo insegnamento: l’idea che progettare significhi prima di tutto comprendere.
Portoghesi ha più volte sostenuto che costruire non è imporre una forma, ma entrare in relazione con ciò che esiste, proseguendo un dialogo già avviato dalla storia e dal paesaggio.
Il pensiero di Paolo Portoghesi conserva oggi una particolare attualità.
In un tempo in cui il rischio di omologazione è sempre più evidente, il suo richiamo al valore delle identità locali e alla continuità storica rappresenta un punto di riferimento importante.
Le conferenze promosse dalla Fondazione Carivit hanno restituito con chiarezza questa dimensione, mostrando come l’opera di Portoghesi non possa essere compresa senza il contesto che l’ha generata e rendendo evidente la necessità di raccogliere e condividere tali riflessioni in una forma stabile.
Questo volume nasce dunque come strumento di conoscenza, volto ad ampliare il pubblico e a consolidare un percorso di studio che trova nel rapporto tra cultura e territorio il proprio fondamento.
È in questa prospettiva che la Fondazione Carivit ne sostiene la pubblicazione, riconoscendo in questo lavoro un contributo concreto alla crescita culturale e invitando a leggere la Tuscia non come patrimonio statico, ma come realtà viva, capace di generare cultura, progetto e futuro.