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LE ARCHITETTURE DI PAOLO PORTOGHESI
NELLA TUSCIA
a cura di Alfredo Passeri

Presentazione
Silvia Laurenti
Presidente dell'Ordine degli Architetti di Viterbo

La conferenza “Paolo Portoghesi e la Tuscia”, organizzata dalla Fondazione Carivit e coordinata dal Prof. Arch. Alfredo Passeri, ha riunito eminenti studiosi, professionisti, amministratori e cittadini, offrendo alla città un’occasione di dialogo interdisciplinare e di riflessione condivisa.
Paolo Portoghesi, figura centrale del Postmodernismo e del dibattito architettonico internazionale, intellettuale poliedrico, studioso e docente, nato a Roma tra la bellezza silenziosa del Barocco, ha saputo coniugare ricerca e sperimentazione progettuale, guardando all’architettura come a un colloquio continuo tra passato e futuro.
Gli interventi raccolti in questo volume non sono stati però solo un semplice omaggio all’architetto e allo studioso, perché i relatori, uniti al Maestro da stretti vincoli di amicizia consolidati nel tempo, con l’intento di approfondire il rapporto profondo e fecondo che l’architetto romano ha instaurato con questo territorio, ci hanno restituito la complessità della vita e del pensiero di Portoghesi e la sua capacità di generare ancora oggi domande, prospettive e strumenti critici.
La Tuscia è stata per il Maestro un vero luogo d’elezione: una terra capace di offrirgli un repertorio inesauribile di forme, simboli e significati con cui dialogare. Nei vicoli quieti dei suoi borghi i suoi pensieri hanno trovato spazio per rinnovarsi. I paesaggi antichi e stratificati di questo territorio, rimasti sorprendentemente fedeli a sé stessi, sono diventati per lui una fonte continua di ispirazione: scenari in cui l’architettura può misurarsi con la profondità del tempo, accogliendo la memoria dei luoghi e trasformandola in progetto.
Chi lo ha conosciuto ha ricordato la sua forte presenza scenica, ma anche la sua voce calma, la sua capacità di raccontare un edificio o un luogo come se fosse una persona, un carattere, un’emozione.
Ne è emerso un ritratto vivo, emozionante e a tratti anche commovente: quello di un architetto capace di leggere il territorio con rispetto e profondità, riconoscendo nella Tuscia un patrimonio da valorizzare attraverso un’architettura colta, consapevole e attenta alla dimensione umana. Il ritratto di un uomo dotato di una sensibilità rara, di un ascolto autentico, rivolto senza distinzione alle persone, agli animali, agli oggetti e ai luoghi che amava.
Portoghesi ha trovato in questa terra un’eco naturale del suo modo di intendere il progetto: un’architettura che non impone, ma dialoga; che non cancella, ma interpreta; che non teme la memoria, anzi la assume come fondamento.
Gli Atti intendono dunque non solo documentare i contributi presentati, ma anche offrire un punto di riferimento per future ricerche e per un momento di riflessione sul territorio, nel segno di un rinnovato impegno nella tutela e nella progettazione del paesaggio e delle sue architetture, nel nome di Paolo Portoghesi.