La via Clodia -Fotografie

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Venerdì 24 Giugno 2011 alle ore 21,00 presso la libreria “L’Unicorno” di Tuscania (Piazza Matteotti, 9) il fotografoMarco Scataglini presenterà il suo progetto dedicato alla Via Clodia.

Durante gli ultimi tre anni, il fotografo ha cercato di rappresentare, nelle sue immagini, il fascino e la bellezza dei territori connessi da questa antica strada romana, attraverso tre provincie (Roma, Viterbo e Grosseto).

Lo scopo finale del progetto è una mostra e un libro. Durante la serata di venerdì, organizzata insieme al Centro Studi L’Unicorno, e presentata nell’ambito dell’iniziativa “Tuscania Sì Mostra”, Scataglini proietterà un’anteprima del suo lavoro (ancora in corso).

SCHEDA

L'Italia, specialmente quella centrale, è ricca di strade romane cosiddette “minori”: si tratta in buona parte di lunghi diverticoli, di raccordi, di collegamenti tra ville rustiche e centri abitati, e così via. Di molte di queste strade si parla poco e, a parte gli archeologi, non molti conoscono la loro esistenza. I turisti e i viaggiatori (anche quelli del passato, quelli che giungevano in Italia sulle orme del Grand Tour) si interessano piuttosto delle grandi vie Consolari, a cominciare dalla “Regina Viarum”, la Via Appia, o anche alla via Aurelia, alla Cassia, alla Flaminia, con i loro basoli ancora in vista, i monumenti funebri, le località attraversate cariche di storia e suggestione, le stazioni di posta...

C'è una sola vera eccezione: la via Clodia. La ricerca del suo tracciato e della sua memoria ha interessato studiosi e profani, viaggiatori inglesi, tedeschi, francesi, appassionati di ogni genere. La via Clodia non era, a suo tempo, una strada particolarmente prestigiosa: lo erano appunto le vie consolari adibite al controllo dell'Impero, le grandi strade militari. La via Clodia invece era una strada che divagava nelle campagne dell'Etruria appena conquistata, e fu realizzata in gran parte sfruttando tragitti, sentieri e strade preesistenti, a volte con ben pochi adattamenti. Non doveva dimostrare potenza, ma solo praticità, non avevanecessariamente bisogno di rettifili chilometrici o di opere ardite e spettacolari (sebbene gli ingegneri romani seppero dare come sempre il meglio di sé). La Clodia si attardava a collegare piccoli centri agricoli, ville campestri, luoghi produttivi, non strategici. Neanche aveva, la Clodia, l'onore di iniziare dal Campidoglio, il “miglio zero”, per così dire: si staccava dalla Cassia solo a nord dell'Urbe, a La Storta. E durante il Medioevo, pur rimanendo in uso, venne abitualmente snobbata dai pellegrini, che seguivano invece la Francigena, sovrapposta in buona parte all'antica via Cassia.

Dunque, perché la via Clodia non è caduta nell'oblio più totale e non è rimasta materia per eruditi e ricercatori appassionati? Azzardiamo un'ipotesi: perchè, a differenza di molte altre strade romane, attraversava ambienti in grado di colpire l'immaginazione, piuttosto che stimolare soltanto l'erudizione. La via Clodia connetteva alcuni dei luoghi più fascinosi dell'Etruria interna, rimasti per secoli, anzi millenni, praticamente intatti, solitari, suggestivi, in una parola: sublimi, e quindi assolutamente irresistibili per l'animo romantico dei viaggiatori del passato (e del XIX secolo soprattutto)!

Sono loro, con i loro acquarelli, i loro resoconti di viaggio, le loro fotografie, ad aver creato il mito della Clodia (il cui tracciato è tutt'ora incerto) diffondendo l'immagine (veritiera) di una strada che si inoltra in territori in grado di stupire e lasciare senza fiato. Alcuni secoli dopo, nonostante le inevitabili modifiche dovute al progresso e alla crescita della popolazione, il fascino della Clodia è ancora intatto.

E', dunque, l'immaginazione la vera chiave di volta che tutt'ora mantiene in vita il mito di questa strada. Ed è all'immaginazione che occorre ricorrere per promuovere e farla scoprire anche a coloro che sinora l'hanno ignorata.

Turisti e moderni viaggiatori, possono ancora trovare nella via Clodia una fonte di inesauribile meraviglia, perché attraversa territori che rimandano a un forte immaginario collettivo, all'identità stessa del paesaggio italiano, a cavallo tra Lazio e Toscana...

Nota biografica sull’autore

Marco Scataglini ènato a Roma il 20 febbraio del 1964. Vive e lavoro a Tuscania (VT).

Nei primi anni '90 ha iniziato a collaborare con l'agenzia Panda Photo di Roma.

Attualmente le sue foto sono distribuite anche dall'agenzia Marka di Milano, dall'agenzia britannica Alamy e da quella anglospagnola Arcangel Images. Ha scritto una guida sul Tevere ("Il Viaggio del Tevere" ediz. Iter), una sulla Campagna Romana (“Tutt'intorno Roma” ediz. Penne e Papiri) e una sul Lazio meridionale (“Nella Terra di Saturno” ediz. Penne&Papiri) ed ha all'attivo un libro fotografico su Roma pubblicato da Mondadori. Diverse delle sue foto sono state utilizzate per illustrare guide turistiche, in particolare quelle edite dalla Iter di Subiaco. Ha all'attivo la pubblicazione di centinaia di cartoline, soprattutto di Roma. Con l'editrice Cartilia ha pubblicato cartoline d'arte, quaderni, poster, segnalibri.

Ha contribuito alla creazione degli archivi fotografici dell'APT di Roma, dell'Ente RomaNatura, del Comune di Castelsardo (SS), del Comune di Osimo (AN), dell'APT di Siena, dell'APT di Rieti, dell’Ente Parco di Vejo e della società di promozione territoriale Litorale Spa. Le mie foto arricchiscono inoltre il "Museo della Pietra" di Ausonia (FR).

Ha collaborato per circa 15 anni con diverse riviste nazionali e internazionali, realizzando reportages di taglio turistico (fino ad oggi oltre 200). I suoi lavori sono stati pubblicati, tra gli altri, da "I Viaggi di Repubblica", "Gente Viaggi", "Vie del Gusto", "Qui Touring", "Plein Air", “National Geographic Traveler”, “Alp”, ed altre.

Da circa due anni si dedica a tempo piena alla fotografia Fine art, ed ha all'attivo decine di mostre e numerose foto pubblicate.

Cura un sito sulla fotografia creativa (www.colorseppia.com), dove si possono trovare ulteriori informazioni sulla sua attività fotografica, e un blog dedicato alla Tuscia (dalmignoneallafiora.blogspot.com).