VITI/CULTURA, VITI/COLTURA
Le uve nella Tuscia. Storia,Aarte, Coltivazione
HOME COLLANE EVENTI PRODUZIONI MUSEO
LIBRI ON-LINE FILMATI NOVITÀ CONTATTI

Vetralla, Museo della Città e del Territorio

Via di Porta Marchetta, 2

sabato 26 ottobre

Programma

Coordina Gabriele Anelli
Ore 9,30
Saluti
Leonardo Varvaro, Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Agricoltura e le Foreste, la Natura e l’Energia
Gabriella Ciampi, Direttrice del Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali
Interventi
Pampini, grappi e viticci tra medioevo ed età moderna: produttività e simbolismo in alcuni esempi della Tuscia
Elisabetta De Minicis (Università della Tuscia)
Vite e vino nella Tuscia medievale
Alfio Cortonesi (Università della Tuscia)
Imprenditoria femminile nel Seicento: Livia Cesarini Sforza e le vigne di Caprarola
Carla Benocci (Comune di Roma, Sovrintendenza ai Beni Culturali)
Coltivare le terre/ contemplare la terra: la pittura di paesaggio e la sua simbiosi col territorio.
Monica Ferrando (Pittrice, Direttrice della Rivista on line “de pictura”- www.depictura.info)
Raccolta, conservazione e descrizione di uve tradizionalmente coltivate nella Tuscia
Massimo Muganu (Università della Tuscia)
Studio di fattori costitutivi ed indotti di tolleranza a malattie ed inquinanti atmosferici di vitigni autoctoni della Tuscia
Marco Paolocci (Università della Tuscia)
Ore 12,30
Tavola Rotonda con la partecipazione di operatori del settore vitivinicolo
Ore 13,15
Buffet

Con questo incontro di Studi, organizzato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Agricoltura e le Foreste, la Natura e l’Energia (DAFNE) insieme al Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali (DISBEC) dell’Università della Tuscia, Viterbo, e la collaborazione dell’Azienda Agraria dell’Ateneo, si è voluto creare un momento di confronto e conoscenza su un tema estremamente attuale che vede la competenza di due aree, l’umanistica e la scientifica, ben rappresentate nel nostro Ateneo e che spesso si trovano a collaborare su tematiche comuni.

Nel patrimonio di varietà vegetali coltivate in Italia i vitigni locali assumono una particolare valenza legata non solo al carattere sensoriale dei vini derivati, ma anche al loro valore storico, culturale e al forte potere evocativo delle tradizioni agrarie ed alimentari del territorio cui appartengono. La Tuscia, storicamente crocevia di spostamenti di popolazioni e di merci, ha una produzione enologica molto antica ed un germoplasma viticolo piuttosto diversificato che ha origine dalle civiltà pre-romane. La coltivazione dell’uva e la diffusione del vino sono state più volte al centro dell’interesse di studiosi di ambiti diversi in quanto il tema, in ogni epoca, coinvolge aspetti economici, paesaggistici e materiali non trascurabili.

Nel corso dell’ultimo secolo per ragioni di mercato la viticoltura della Tuscia è stata caratterizzata dal progressivo abbandono della coltivazione dei vitigni tradizionali, le cui identità genetiche e potenzialità qualitative e produttive sono in realtà ancora poco conosciute.

Porre l’accento, con questo momento di conoscenza e confronto tra diversi “saperi”, oltre che sulle specificità vegetali, anche sugli aspetti storici, archeologici ed artistici che la coltivazione dell’uva ha generato in questo territorio della Tuscia, mira a condividere con un vasto pubblico un dibattito scientifico che vuole la valorizzazione delle tradizioni locali.

Il miglioramento delle produzioni vitivinicole di qualità dell’area, in particolare quelle ottenute con metodo biologico, può ricevere un importante contributo proprio dal recupero, studio e selezione del germoplasma di uve locali, da tempo curati e sperimentati dall’Università della Tuscia.

Sarà presente alla manifestazione una rappresentanza di aziende vitivinicole del territorio che dedicano parte della loro attività alla valorizzazione di produzioni locali