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VETRALLA CASA MUSEO

NELLA TORRE DEL CAPITANO DEL POPOLO

Via Cassia interna, 36 (primo piano) Vetralla - Vt

Per la visita: 0761 - 485188; 338 - 4310946.
0761 - 477042 (Rita Moracci De Grandis)




LA TORRE DEL CAPITANO DEL POPOLO DI VETRALLA

È il più imponente monumento di questo tipo individuato nella parte più antica del centro storico; costruita nel secolo XIII, presenta pareti in tufo di oltre un metro di spessore e, nonostante sia stata nel tempo notevolmente abbassata, domina un vasto territorio, dai Cimini all’Argentario. Inglobata nel ‘600 nelle strutture del palazzo appartenente poi a Pietro Zelli (Catasto Gregoriano del 1819), la Torre è stata ridotta in altezza e coperta a botte.
Trasformata in piccola abitazione, ha ricevuto l’assetto definitivo tra ‘800 e ‘900. L’edificio è stato poi modificato e acquistato privatamente nel 1995, nel quadro del programma del Museo della Città e del Territorio, sistemato e destinato (2002) ad ospitare la prima Casa Museo della Tuscia al fine di preservarne l’autenticità storica e monumentale e di dotare la città di Vetralla anche di un museo della casa contadina e popolare tradizionale.

IL PROGETTO DELLA CASA:
PRIMA DELL’ACQUA CORRENTE, DELL’ELETTRICITÀ, DELL’ALLUMINIO.

Come sezione distaccata del Museo, la casa è stata arredata con oggetti in parte donati dai cittadini di Vetralla (il nucleo principale da Adeodata e Maddalena Ciucci), in parte acquistati appositamente per completarne, per quanto possibile, la rappresentatività storica e antropologica.
- ingresso - L’ambiente, occupato dalla scala (di restauro), è delimitato dalla torre (da notare la muratura esterna originale in grossi blocchi di tufo); di fronte il gabinetto, letteralmente scavato (sec. XVII) nello spessore murario (porta originale, interno ricostruito).
- stanza inferiore - Si sono mantenute in vista l’importante superficie muraria medievale, rifinita con le stilature originali (sec. XIII) e la finestrina ad arco tardomedievale (sopra la finestra). L’ambiente comprende a sinistra la madia con gli attrezzi legati alla produzione del pane (macina e mortai in peperino) e il camino; di fronte un piccolo torchio da vino; sulla destra stoviglie di diversi materiali (dominante la ceramica vetrallese) con l’originale lavatoio, lo ziro per il bucato e l’orcio per l’olio.
- stanza superiore - Nell’ambiente sono da notare soprattutto le due aperture quadrangolari laterali (le feritoie originali) all’altezza dell’imposta della volta che le aveva in parte obliterate. È ricostruita una essenziale camera da letto, con vetrine dedicate alla illuminazione, all’abbigliamento e alla religione popolare; a sinistra della finestra, strumenti di lavoro e prodotti della coltivazione della canapa. Nelle cornici merletti, capi di abbigliamento, un arazzo di inizio ‘900.
- magazzino - Accoglie oggetti e materiali utili per il completamento delle collezioni, la rotazione espositiva e i restauri.
- terrazza - Una ripida scala ricavata nello spessore della muratura conduce alla terrazza da cui si gode un estesissimo panorama.


Progetto, realizzazione e direzione della Casa Museo: Enrico Guidoni.
Collaborazione di “Vetralla Città d’Arte” e di Elio Della Giovampaola (allestimento).

Per la Casa Museo, visitabile solo su appuntamento, in orari da concordare, variabili nelle diverse stagioni e in piccoli gruppi (visite guidate), sono stati studiati suggestivi effetti di illuminazione.
Durata della visita 20 minuti circa.

La Casa Museo è stata aperta al pubblico il 19 marzo 2005, in occasione della visita organizzata dal FAI.