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JEANPI
Roland Ricaurte


Introduzione
Roland Ricaurte

La vita è bella, è un labirinto di incroci di situazioni ed emozioni che attraversiamo ogni giorno da quando siamo nati. Nel corso naturale del nostro viaggio su questo pianeta azzurro, dove siamo venuti a camminare per un periodo, ci sono alcune regole dell’esistenza che a volte non riusciamo a capire o a concepire. Di solito, sono i figli a cedere alla terra i propri genitori. Questo non significa che non ci sia dolore, ma quando al contrario è un genitore a cedere alla terra il proprio figlio, il dolore è diverso. È il dolore creato dall’assenza materiale dei nostri cari, è profondo e ha bisogno di tempo per diventare parte della nostra vita. Non ho elaborato il lutto, ho lavato con le lacrime il dolore umano e ho dato ampio spazio alla memoria e al ricordo, trasformando l’assenza in memoria viva. La breve storia che racconto in questo libro è parte dell’esistenza di Jeanpi in questa dimensione in cui ha condiviso la sua vita con me e con le persone che hanno incrociato il nostro cammino per trent’anni.
La sua sensibilità e il suo talento nell’arte della pittura sono stati la sua principale medicina e la valvola di sfogo del dolore, per cui i suoi 66 dipinti riflettono quella visione universale dell’esistenza, del dolore, dell’amore per la vita, per cui ha lottato nei suoi trent’anni, affrontando le difficoltà con tenacia e costanza. Tutte le persone che ha conosciuto e con cui ha condiviso le sue giornate fanno parte di questo libro. I nonni Alfonso e Hermila, le zie Zareth, Magda, Dàmaris, Wanda, Nhora, i cugini Alejandra, Alejandro, Daniel, Camilo, Anamaria, Xiomara, Juanchito, Astro, Rey Roland, Emanuel, Lahiri, le mamme, come le chiamava lui, Nohemí, Roberta, Daniela, Anna e Karolina, i suoi grandi amici Ciro, Juan Camilo Anzola e Juancamilo Zuluaga, i medici del reparto di Fibrosi Cistica del Policlinico di Roma, le dottoresse Donatella Cantusci e Serenella Bertassi, il professor Antonelli e il dottor Quatrucci, le infermiere che lo conoscevano molto bene. E naturalmente i suoi amati fratelli Daniel Ernesto e Manuel 9 Lune. Questo libro, che è un tessuto umano in cui ogni filo è parte di una trama che ci fa riflettere, ci insegna fondamentalmente a lamentarci un po’ meno e a godere di ogni momento della nostra esistenza con dolcezza, amore, rispetto e gioia, come l’ha vissuta Jeanpi... Dipingendo l’universo.