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IL RASTRELLAMENTO DI CAPRANICA E L'ECCIDIO DI SUTRI
17 novembre 1943: una verità perduta?
Fabio Ceccarini


Presentazione
Eugenio Stelliferi*

Mi riempie di orgoglio che Fabio mi abbia chiesto di scrivere una prefazione al suo libro “Il rastrellamento di Capranica e l’eccidio di Sutri del 17 novembre 1943: una verità perduta?”, primo perché ci lega una profonda e duratura amicizia ma soprattutto una stima reciproca, sia personale che professionale, visto il suo incarico di responsabile presso la Comunità Montana dei Cimini, dove ricopro il ruolo di Commissario Straordinario.
Ed è soprattutto alla Comunità tutta dei Cimini che Fabio rende un prezioso omaggio, restituendoci questo volume frutto di un lunghissimo e minuzioso lavoro di ricostruzione e ricerca storica, partendo da interviste ai sopravvissuti, raccolta di documenti originali e trascritti, testimonianze orali sulle vicende narrate, che sono poi stati riorganizzati confluendo in una storia veramente avvincente che, confesso, neanche io conoscevo.
I fatti, accaduti durante il rastrellamento di Capranica e l’eccidio di Sutri il 17 Novembre 1943, ci ricordano quindi come la Resistenza sia avvenuta soprattutto nei nostri paesi, toccando profondamente famiglie di nostri compaesani, che hanno avuto un ruolo fondamentale nella liberazione dell’Italia e nella creazione di una democrazia avanzata nel Paese.
Molto è stato scritto sulla Resistenza ma alcune storie, come questa che, nel complesso della storiografia della Resistenza sono considerate minori, rivestono invece una importanza fondamentale per capire le nostre radici. È inoltre essenziale scriverle ora, perché possiamo ancora ascoltare le testimonianze di chi ha vissuto le torture, le bombe, i rastrellamenti, ricordi che sembrano provenire da luoghi e tempi lontani da noi ma che, invece, sono fatti recentissimi. Mentre scrivo questa prefazione realizzo infatti che a breve ricorre l’80esimo anniversario di questi eventi.
Ringrazio quindi Fabio per aver svolto uno scrupoloso lavoro di ricostruzione storica, importante perché queste informazioni, se non vengono raccolte e conservate, andrebbero perdute. Fabio restituisce a coloro che hanno perso la vita nel rastrellamento un nome, una storia, una dignità, e a noi lascia la libertà di scegliere se trovare una verità univoca e dei colpevoli.
Nomi e cognomi di nostri compaesani che hanno letteralmente giocato un ruolo importantissimo nella storia italiana e che meritano un ricordo nella memoria collettiva del processo di Resistenza, che nascosero famiglie di ebrei, agendo d‘astuzia per salvare Capranica dai bombardamenti e dalla distruzione, ricevendo il titolo di Giusti tra le Nazioni.
Leggete il libro e fatelo soprattutto leggere ai più giovani, come monito e insegnamento, perché, come dice giustamente Fabio: “Non si può lasciare che il tempo cancelli tutto questo, mi sono detto. Bisogna ricordarlo, sempre”.
Quindi sempre grazie a chi, come lui, dedica tempo e pazienza a raccogliere e restituire testimonianze fedeli di cosa siamo stati e di chi oggi non c’è più, offrendo strumenti utili ad approfondire ulteriormente questo snodo fondamentale della storia italiana ed europea.

*Commissario Straordinario della Comunità Montana dei Cimini