Alle porte dei miei sessant’anni, il primo Passaparola (2001-2021) nasceva quasi per scommessa. Dettato da un’intuizione-tentazione, al tempo stesso, elementare e complessa. E vorrei dire: ambiziosa. Secondo cioè una poetica di manierismo artigianale: nell’idea-convinzione che un montaggio di pezzi sparsi e scritti d’occasione (puzzle-mosaico) potesse comporre-restituire i lineamenti di un autoritratto. Delineare il profilo di un’autobiografia al tempo della propria maturità. Passaparola finiva così per inaugurare un tempo di bilanci-e-rilanci. Un tempo corposo-pensoso che oggi con Passaparola 2 va a compiersi-concludersi.
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