PRESENTAZIONE

Bianca Maria Santese
Responsabile Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

 

 

La ricostruzione attenta e dettagliata delle esperienze vetrallesi di Pietro Canonica, curata da Andrea Natali, costituisce un importante contributo alla conoscenza delle vicende artistiche ed umane dell’artista.
Celebrato e onorato in vita, pressoché  dimenticato dalla moderna storiografia artistica, Pietro Canonica ha subito un’ingiusta damnatio memoriae, ben sintetizzata nel titolo di questo saggio, “La gloria e l’oblio”.
Eppure la vita del longevo artista, vissuto a cavallo di due secoli, è stata caratterizzata da un’intensa e prolifica attività artistica, che ha trovato la sua massima espressione nella scultura, ma anche da una altrettanto intensa partecipazione agli eventi che hanno caratterizzato quel turbolento periodo storico. Grazie alle sue importanti committenze, tra cui ricordiamo papi, re, regine, capi di stato, diplomatici e aristocratici di tutto il mondo, ha potuto conoscere da vicino le principali corti europee e, al termine della prima guerra mondiale, il nuovo status seguito al crollo dei grandi imperi, divenendo un importante testimone del suo tempo.
Ne troviamo testimonianza nelle sue “Memorie”, dove sono ricordati i tanti avventurosi viaggi intrapresi, che lo hanno portato in tutti i paesi europei, fino alla lontana Russia, e in paesi culturalmente ancora più lontani, come la Turchia, l’Iraq e l’Egitto. Ovunque ha riscosso grandi successi, conquistando la fiducia e la stima di quanti si sono avvalsi della sua arte, ricevendone unanimi riconoscimenti e onorificenze.
Il saggio di Andrea Natali ci permette di aggiungere alla già ricca biografia di questo artista un importante “tassello”, ripercorrendo per tappe il forte legame avuto con Vetralla. Canonica, all’epoca già artista di fama internazionale, decise di trasferire a Vetralla una notevole parte della sua attività di scultore, insediandosi nella prestigiosa Villa Piatti, e realizzando un atelier con annessa fonderia. Nel 1928, poco dopo il suo trasferimento a Roma nella Fortezzuola di villa Borghese, aveva infatti rilevato la proprietà di Flaminio Piatti, marito di sua figlia Olga Matteini Canonica, in gravi difficoltà economiche. Olga, affettuosamente chiamata Lulo o Lulino, fu adottata, già adulta, nel 1923 da Canonica e da sua moglie Olga Sormani. Nella proprietà di Vetralla Canonica soggiornò a lungo, soprattutto dopo l’occupazione tedesca di Roma del 1943, e molti furono i suoi illustri ospiti, tra cui vogliamo ricordare re Faysal d’Iraq e il presidente Luigi Einaudi. Le controversie con Gian Giacomo Tirelli, marito della nipote Maria Fiore Piatti, purtroppo rattristarono gli ultimi anni della sua vita.
La ricerca di Natali, condotta con grande rigore scientifico, ha il merito di aver affiancato ai numerosi documenti storico-archivistici la raccolta delle testimonianze orali dei tanti vetrallesi, figli o nipoti di quanti lo hanno conosciuto, che con i lori ricordi tramandano la memoria di quell’anziano e distinto signore, “vestito di bianco”, strappandola all’immeritato “oblio”.