Nel diciannovesimo secolo la conoscenza dell’ecosistema acquatico non era ancora ben sviluppata ed erano molti gli interrogativi che certamente si ponevano gli appassionati di pesca con la mosca.
Fra questi alcuni si interessarono all’argomento con maggior passione ed emersero in modo perentorio al punto che, a distanza di molti anni, i loro nomi spiccano ancora nel firmamento del “fly fishing” internazionale.
Alfred Ronalds fu uno di loro, ed a lui si deve uno dei primi testi con i quali si cercava di dare una risposta alle domande principe per il pescatore a mosca: di quali insetti si sta cibando il pesce? Quale mosca artificiale scegliere per usare l’imitazione più consona alla situazione?
Gli studi di Ronalds furono funzionali all’evoluzione della pesca a mosca fornendo materiale di notevole spessore per altri che vennero dopo e che fecero tesoro delle sue esperienze fra i quali - ma non fu l’unico - F. M. Halford.
“L’Entomologia per il Pescatore a Mosca” di Ronalds tratta i più importanti punti di questa attività alieutica, a partire dall’attrezzatura ed includendo la descrizione dell’habitat e delle abitudini della trota e del temolo, le uniche specie “degne” - in quel momento storico - di essere pescate con una mosca artificiale.
Corredato da tavole in bianco e nero ed a colori che riproducono sia l’insetto naturale sia la sua imitazione ed il relativo dressing, venne pubblicato la prima volta nel 1836, riscuotendo un successo enorme per il periodo con una decina di riedizioni fino ai primi anni del 1900.
Oggi è considerato un classico in campo alieutico dal quale apprendere nozioni di cui far tesoro. |